Quali sono le banche più sicure

Attualmente la banca che i risparmiatori ritengono la più sicura è Intesa-SanPaolo e guardando i dati di bilancio questo è in parte vero. Poi troviamo altre banche come la banca online Fineco, ma attenzione anche a Medilanum e Banca Generali.

Quali sono le banche più sicure, e come si sceglie una banca sicura? Ce lo dicono i ratio patrimoniali pubblicati nei bilanci, come il cet1 per calcolare la solidità di una banca,  Texas Ratio. E il dato sulla raccolta, altrettanto importante, il vero termometro che misura la fiducia dei risparmiatori verso una banca.

La solidità di un istituto di credito si misura anche controllando il Cet1, sigla che sta per common equity tier 1, coefficiente di capitale primario.
E’ il rapporto tra il patrimonio di base di una banca e gli impieghi ponderati per il rischio.
Più questo indice è alto più la banca è solida.
La Bce ha posto anche una soglia minima che attualmente è del 10,50%.

Dove trovare questo indicatore.

Ogni banca deve pubblicare questo dato lo trovi nel bilancio, oppure facendo una ricerca su internet troverai i comunicati stampa delle banche dove riportano questo parametro.
Mentre il rischio della subordinata si determina non solo guardando il tasso pagato dall’emittente, ma in base al tipo di subordinata.

Le banche che in questo momento vengono percepite come le più sicure perchè sono riuscite a conquistare la fiducia dei correntisti italiani sono sicuramente Fineco, Banca Generali e Mediolanum.
Come facciamo ad essere così sicuri che queste sono le banche che vengono ritenute più sicure?

Semplice, basta guardare la raccolta del primo trimestre del 2016, queste banche hanno avuto una forte raccolta anche nella prima parte del 2016 lo si legge nei dati trimestrali che hanno appena diffuso.
Solo che questi soldi non sono stai investiti in polizze assicurative o prodotti di risparmio gestito ma parcheggiati sui conti corrente.

Quando tutte le banche avranno comunicato i dati trimestrali avremo un quadro più completo per capire come è andata la raccolta.
Per adesso possiamo ipotizzare che i correntisti in fuga dalle banche venete, in particolare dalla Popolare di Vicenza dove la raccolta è calata di poco solo grazie alle linee di credito concesse da altra banche, che dovranno essere restituite dopo l’aumento di capitale. Dalle banche fallite, o salvate, in attesa ancora di compratore, da quelle ritenute meno sicure, sia finito parcheggiato sui conti correnti delle banche nominate in precedenza perchè sono state brave a conquistare la fiducia dei risparmiatori.
Forse gli italiani dopo le ultime mazzate hanno imparato a gestire meglio i loro risparmi?

Anche le banche online se la cavano bene questo perchè non potendo raccogliere più denaro sul territorio con offerte come buoni sconto da spendere, diamanti o tablet e tassi vantaggiosi depositi riescono a conquistare nuova clientela.
E da vedere fino a quando riusciranno a fare queste offerte.
Ecco il Cet1 delle principali banche italiane periodo di riferimento nel primo trimestre del 2016.

Banca Cet1
 Banco Popolare 11,70
 Bper 11,49
 CariParma 11,40
 Credem 13,33
 Creval 13,20
Deutsche Bank 8,59
 Intesa-SanPaolo 12,90
 Carige 12,40
 Bpm 11,64
 Mediobanca 13,24
 Mediolanum 19,70
 MPS 11,71
 Sella 11,59
 Ubi 12,07
 Unicredit 10,85

Oltre al cet1 si dovrebbe controllare anche il TER1 e il TCR%, dati che si possono trovare nei bilanci. Peccato che questi dati mostrino lo stato di saluto delle banche sei mesi fa. E la situazione oggi potrebbe essere molto diversa.

Banche più sicure classifica aggiornata al 15 febbraio 2018.

Banca Cet1 Total Capital ratio
 Banca Generali 18,5%  20,2%
 BancaBPM 12,36% 15,21%
Intesa-SanPaolo 14% 15,21%
Unicredit
Ubi

Texas Ratio per capire se la banca è sana.

Un altro indicatore utile per capire lo stato di salute di una banca è il Texas Ratio che misura la capacità della banca di sopravvivere ai crediti deteriorati. Ed ecco la sua definizione è il rapporto tra crediti deteriorati e la somma del patrimonio tangibile e degli accantonamenti sui crediti.

Tranquilli non dovete calcolarlo a mano, anzi con il foglio di calcolo, non è facile per un correntista calcolare il Texas Ratio, ma di solito viene pubblicato direttamente dalla banca. Chiaramente quando questo è buono. Infatti è come chiedere all’oste se il vino è buono.
Questo dato per essere buono deve essere inferiore a 100 per indicare una situazione di solidità della banca e insieme al Cet1 è un dato molto importante. Sopra questo valore potrebbe indicare che la banca non sta passando un buon momento.

I limiti del Texas Ratio e Cet1.
Purtroppo questi dati hanno dei limiti perché riguardano il passato, e se ieri la banca aveva un Cet1 superiore a quello consigliato dalla Bce, è un calo dei crediti deteriorati, bene non è detto che domani questi valori siano rivisti al ribasso, ad esempio a causa del cattivo andamento dell’economia.
Così dobbiamo fare attenzione anche alle notizie diffuse dagli organi di stampa sulle banche per farci un’idea di quello che sta accadendo.
Un segnale negativo potrebbe essere un aumento di capitale per sistemare il patrimonio.
Oppure la cessione di asset per portare liquidità.