Quale etf sceglire

Investire in ETF come scegliere il settore e il fondo più adatto per investire.

Su quali Etf Investire.

Gli ETF consentono di investire i propri i risparmi su più settori e Aree Geografiche. Sono strumenti liquidi, perchè a differenza dai fondi comuni le quotazioni sono in tempo reale. La liquidità è garantita dal mercato e dall’emittente dell’ETF che deve offrire continuamente denaro e lettera.
Su quali settori investire e su quali tipo di ETf investire dipende molto dalla propensione al rischio dell’investitore, dalla sua età e dal tipo di investimento che vuole fare. Ad esempio se vuole mettere dei soldi da parte per la pensione per avere della liquidità in futuro. Se ha un alto profilo di rischio dovrà preferire gli azionari, un basso profilo di rischio dovrà scegliere un etf che investe in obbligazioni.

Su quale area geografica investire?

Attenzione anche all’Area Geografica alla volatilità, sono meno volatili gli etf che investono sullo S&P500, di quelli che investono sui paesi emergenti.
Se l’investitore vuole correre pochi rischi allora l’ETF indicato è obbligazionario.
Attenzione agli ETF che investono in leva se si sbaglia il timing, cioè l’ingresso si rischia di perdere tutto il capitale. Attenzione agli ETF short che investono contro il mercato, anche in questo caso la volatilità è molto alto e si sbaglia l’entrata la perdita del capitale investito è assicurata.

ETF Armonizzati quali sono.

Come riconoscere l’ETF armonizzato da quello non armonizzato.
Per motivi fiscali è importante capire se l’ETF scelto per investire i propri risparmi sia armonizzato o non armonizzato. Cosa significa? Senza entrare in termini troppo complicati possiamo semplificare in questo modo.

Se l’ETF è armonizzato l’investitore pagherà la tassa sul capital gain, qualora ottenesse un guadagno.
Ma sarà l’intermediario, se il risparmiatore ha il regime amministrato, ad applicare automaticamente la ritenuta a titolo di imposta che per gli ETF da luglio 2014 è del 26%. Prima di questa data l’aliquota era del 20%.
Praticamente come succede con il guadagno realizzato dalla vendita dei titoli azionari o delle obbligazioni. E’ l’intermediario che si occupa di addebitare sul conto corrente associato al conto titoli il pagamento del capital gain. E in caso ci fossero delle minusvalenza a scalarle dalle future plusvalenze. L’investitore non dovrà fare nulla.
Se invece l’ETF è non armonizzato l’investitore dovrà dichiarare eventuali guadagna nel modello Unico.

Come riconoscere un ETF armonizzato.

Basta leggere il prospetto informativo dove è specificato che lo strumento è armonizzato o non armonizzato.
Comunque tutti gli ETF quotati sulla Borsa Italiana sono armonizzati.
Mentre gli ETF quotati sulle Borse Europee non tutti sono armonizzati.
Non lo sono quelli quotati a Wall Street e paesi Extra Ue.
Quindi fate attenzione su quale mercato investite. Ricordate anche che per gli ETF quotati su mercati non Ue l’intermediario applica una commissione più alta.