Fondo salva banche ecco come funziona

Ecco come il governo intende salvare le banche in difficoltà e liberale dai crediti deteriorati.
Basterà il fondo Atlante per ridare fiducia al sistema bancario italiano?
Sulla carta il Fondo Atlante dovrebbe dare fiducia al sistema bancario perchè mette le garanzie per i futuri aumenti di capitale, ha le risorse per acquistare i crediti deteriorati delle banche a prezzi di mercato e non di stralcio. Ma per essere operativo c’è bisogno del via libera di Bruxelles. E qualcuno che ci metta i soldi visto che la partecipazione al fondo sarà volontaria. Ecco di cosa si tratta.

Si chiamerà Atlante e sarà dotato di 6 miliardi di euro, anche se fino ad oggi sono arrivati appena 5miliardi di euro.

Chi finanzierà il fondo Atlante

I fondi saranno messi volontariamente da banche, assicurazioni, e ci sarà anche la Cassa Depositi e Prestiti e la Sga in misura minoritaria.
Il fondo sarà aumentato nel corso del tempo perché potrà finanziarsi sul mercato. Secondo il ministro Padoan potrebbe arrivare, grazie alla leva, fino a 50 miliardi di euro.
Il suo compito è quello di partecipare agli aumenti di capitale delle banche in difficoltà, per esercitare quella parte di aumento non sottoscritta dai soci.
Acquistare i crediti deteriorati a prezzi di bilancio, e non di saldo.
C’è una bella differenza tra il prezzo attribuito ai crediti deteriorati delle quattro banche, e anche di quanto i fondi americani sono disposti a pagare per i crediti deteriorati di Carige e la popolare di Vicenza che avevano offerto il 17,5% del valore nominale.
Contro il 44% del valore scritto a bilancio, dovranno rivedere la rialzo la loro offerta oppure rinunciare.
Questi crediti saranno cartolarizzati e poi ceduti.
Non parteciperanno al fondo le banche che sono in difficoltà.

Inoltre il governo intende adottare misure per velocizzare il recupero dei crediti deteriorati .
Oggi ci vogliono circa dieci anni per recuperare un credito nonostante ci siano le garanzie.
Domani forse sarà più veloce.

Il Fondo Atlante basterà per riportare fiducia al sistema bancario?

I dubbi degli investitori sul fondo Atlante.
Secondo molti in fondo Atlante non basterà per risolvere la crisi bancaria e anche la dotazione di Atlante è troppo bassa per stabilizzare il sistema.

Il governo con il fondo Atlante sembra che voglia riparare gli errori fatti con il salvataggio delle quattro banche. La crisi di fiducia sul sistema bancario italiano è arrivata dopo l’introduzione del bail in e dal prezzo attribuito agli NPL delle banche salvate.
Gli NPL sono i crediti deteriorati che le banche hanno in portafoglio.
Siccome per le banche fallite, o slavate, è stato dato un valore nominale del 18%, mentre la media degli NPL scritti a bilancio è del 44%.
Il mercato ha iniziato a valorizzare gli NPL di tutte le banche, sane e meno sane, al prezzo di quello delle quattro banche, penalizzando fortemente i titoli in borsa.

Quindi, se il fondo di Risoluzione nato per pilotare il fallimento avesse prezzato meglio gli NPL di Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti, le quattro banche avrebbero registrato meno perdite, i risparmiatori non subivano quel ridicolo trattamento. E il sistema bancario italiano non sarebbe stato colpito dal clima di sfiducia.
Il mercato non avrebbe svenduto i titoli bancari perché ritene che il valore degli NPL che hanno in portafoglio sia più basso del valore scritto a bilancio.

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