Cos’è il bail-in e quali sono i rischi per risparmiatori e correntisti

Il primo gennaio 2016 è entreta in vigore la direttiva europea sulla risoluzione delle crisi bancarie, una vera rivoluzione per le banche europee, compreso quelle italiane. Ma soprattutto per i risparmiatori e titolari di conti correnti.

Se fino ad oggi le banche sono state salvate anche con soldi pubblici da gennaio 2016 in caso una banca sia in difficoltà non interverrà più lo Stato, ma dovranno farsi carico delle perdite anche i privati nel seguente ordine azionisti, obbligazionisti delle subordinate, obbligazionisti senior, infine correntisti con depositi superiori a 100mila euro. Se tutto questo non fosse ancora sufficiente a coprire le perdite interverrà un fondo che sarà finanziato dalle banche. Continueranno ad essere garantiti i depositi fino a 100mila euro.

Questo in gergo tecnico si chiama bail-in, difficile che correntisti e risparmiatori ne siano a conoscenza dei veri rischi e degli effetti collaterali della sua introduzione. Anzi, sicuramente non ne sono a conoscenza perchè non sono stati informati. Visto che anche il governo ha recepito la direttiva europea solo il 16 novembre 2015. Toccherà alle banche informare la clientela si spera prima di gennaio 2016.

Cosa può fare il correntista per difendersi?

Ad esempio imparare a calcolare la solidità di un istituto di credito:
Come si capisce se una banca è solida
Texas Ratio per capire se è sana
Cosa succede al risparmiatore in caso di fallimento della banca
Attenzione però le nuove regole consentono il salvataggio delle banca con denaro pubblico, solo se la banca non è ancora fallita,  a patto che siano convertite in azioni le obbligazioni subordinate. Vedi il caso MPS.
A patto che il salvataggio rispetto le regole della UE, se non vengono rispettate si incorre in una infrazione.

Nei prossimi mesi molte magagne verranno fuori, solo a quel punto capiremo veramente quanto sia sicuro il sistema bancario italiano. Fino ad oggi si è riuscito a gestire senza troppi problemi i guai di numerosi istituti di credito, per lo più piccole banche che hanno pesato molto sul territorio ma che non hanno messo in ginocchio il sistema bancario italiano.
Il bai-in non riguarda solo chi investe sui titoli bancari, che siano azionari o titoli obbligazionari, ma anche tutti i correntisti che prima di aprire un conto devono informarsi sullo stato di salute della banca.

La maggior parte dei correntisti italiani non devono temere il bail-in,ecco perché.

La maggior parte dei correntisti italiani che hanno piccoli importi sul conto corrente o conto deposito non deve temere del bail-in.
Chi invece ha più di 100mila euro sul conto corrente deve evitare di superare questo limite.
Solo così il correntista s può difendere dal bail-in, che non va confuso con il prelievo forzoso.

Come ridurre il rischio bail-in.

Per le imprese o privati che dispongono di liquidità superiore al limite di garanzia, dovrebbero dividere la liquidità su più conti correnti ma in banche diverse per ridurre il rischio.
Questo comporta un aumento di costi e di bolli ma si è evita di rimanere incastrati nel bail-in in caso la banca vada in difficoltà
Inoltre l’esperienza insegna che si deve evitare di investire nelle banche commissariate.

Conti deposito e bail-in.

Lo stesso discorso vale per chi investe nei conti deposito, anche questi rientrano nel bail-in e sono coperti dal Fondo Interbancario fino a 100mila euro.
Anche in questo caso evitare le banche in difficoltà,che per raccogliere denaro dovranno offrire un tasso superiore alla media, e dividete la liquidità su più conti deposito.

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