Cosa sono le sofferenze bancarie

Cosa sono gli NPL?
Il temine NPL indica i prestiti non performanti, in inglese non performing loans,sono finanziamenti  che il sottoscrittore non riesce a rimborsare al creditore.

Sicuramente avrai sentito parlare di crediti deteriorari, ecco gli NPL son i crediti deteriorati.
I crediti deteriorati però si dividono in incagli, prestiti dove il debitori è in ritardo con i pagamenti, e sofferenze dove il debitore è insolvente quindi non è in grado di ripagare il prestito.

Sofferenze bancarie e crediti deteriorati conosci la differenza?

I crediti deteriorati sono quei finanziamenti che le banche difficilmente riusciranno a recuperare. A causa di questi crediti che sono diventati di scarsa qualità le banche devono accantonare dei soldi perchè devono essere svalutati e quindi una volta scritti a bilancio diventano una perdita
E tolgono risorse per nuovi finanziamenti come prestiti al consumo, mutui e prestiti alle imprese.

Attualmente i crediti deteriorati ammontano a 360miliardi di euro, di questi sono diventate sofferenze lorde circa 200miliardi di euro, quelle nette sono vicine agli ottanta miliardi. Le sofferenze hanno iniziato a calare perchè le banche hanno iniziato a cedere questi crediti a società terze i crediti deteriorati.
Il problema delle sofferenze bancarie può essere spiegato con un banale esempio.

Sofferenze bancarie cosa sono.

Ti è mai capitato di prestare dei soldi a un parente oppure ad un amico, magari un piccolo importo e non te li ha restituiti?
E capitato a tutti. Ebbene queste sono le sofferenze.
Per le banche è la stessa cosa, hanno prestato dei soldi e chi ha sottoscritto il prestito non è in grado di restituirlo. Questi crediti che difficilmente la banca riuscirà a riscuotere si chiamano sofferenze bancarie.
E rientrano nella categoria di crediti deteriorati,conosciuti come NPL,non performing loan, in italiano crediti non performanti, che è composta da altri tipi di prestito di scarso valore, esistono diversi gradi di gravità e che rischiano di diventare sofferenze.

A quanto ammontano queste sofferenze

L’ultimo dato disponibile dice che le sofferenze bancarie in Italia hanno raggiunto la cifra record di 200miliardi di euro. In questo caso stiamo parlando di sofferenze bancarie lorde. Quelle nette ammontano a 80miliardi. Mentre il totale di crediti deteriorati ammonta a 350miliardi di euro.
Praticamente un prestito su dieci diventa una sofferenza bancaria.

Conseguenze delle sofferenze bancarie.

Le conseguenze di queste sofferenze sono che la banca dovrà accantonare dei soldi per coprire le perdite causate da questi prestiti, e più salgono le sofferenze più dovrà aumentare il cuscinetto di denaro.
E il rischio che per mettere a posto il patrimonio dovrà ricorrere ad un aumento di capitale. Quindi chiedere soldi agli azionisti.
Inoltre a causa di questi accantonamenti non potrà concedere nuovi prestiti, fino a quando non si sarà liberata di una parte delle sofferenze.

In che modo le banche si liberano delle sofferenze

Vendendo parte di questi crediti a società di recupero crediti, che li acquistano a prezzo di saldo, perché in Italia non c’è un mercato delle sofferenze bancarie.
E non esiste nemmeno una bad bank, una società di sistema dove le banche fanno confluire le sofferenze che poi dovrà. E quindi ogni banca deve trovare la soluzione da se.
In pratica la Bad Bank acquista i crediti in sofferenza dalle banche, devi immaginarla come una grande lavatrice che ripulisce i bilanci delle banche.

Cosa significa pro soluto.

Con questa formula si cedono dei crediti che non si riescono a recuperare ad un prezzo prefissato. Chi li acquista ne avrà la titolarità. Inoltre chi li cede offre una garanzia sulla sussistenza e sulla validità del credito, ma non da nessuna garanzia sulla recuperabilità del credito ceduto.

Il problema degli NPL in bilancio.

La banca questi crediti deteriorati li deve svalutare, in pratica lascia in bilancio la parte che ritiene sia recuperabile. Mentre la parte che ritiene non recuperabile viene iscritta in bilancio come una perdita.
Attualmente la parte non recuperabile è stata iscritta in bilancio al 44% del valore nominale.
un prezzo troppo alto rispetto alle offerte fatte da quei pochi fondi che operano sul mercato italiano.
Quindi in futuro dovranno svalutare altri crediti e questo comporterà ulteriori perdite.