Conto corrente in valuta estera quale scegliere

Conti correnti in valuta estera, se un tempo questi conti venivano offerti a imprese per difendersi dal rischio cambio, oggi anche i clienti privati si stanno avvicinando a questo tipologia di conti correnti.

Il privato prima di aprirne uno deve controllate bene i costi, li tasso di interesse applicato al deposito e a quale parametro sono agganciati se al Libor o all’Euribor, la durata del vincolo e il deposito minimo.
Questi conti permettono di investire in valute forti come può essere il dollaro, ma anche franco svizzero, o la sterlina. Anche se sulla valuta del Regno Unito incombe il rischio Brexit.

I rischi del conto corrente in valuta estera.

I conti correnti in valuta diversi dall’euro aperti in Italia sono coperti dal fondo interbancari fino a 100mila euro.
La tassazione è la stessa applicata agli interessi dei conti correnti in euro del 26%. Si paga anche la tassazione sulle plusvalenze se nell’anno solare la giacenza complessiva di tutti i depositi e conti correnti in valuta intrattenuti dal contribuente è superiore a 51.645,69 euro per almeno sette giorni lavorativi continui. Il guadagno va riportato in dichiarazione tra i redditi diversi.
Ma non sottovalutate il rischio valuta, perchè le valute si muovono al rialzo e al ribasso.

Con quale banche aprire il conto corrente in valuta estera.

Tutte le banche offrono questo tipo di conto corrente, quindi c’è l’imbarazzo della scelta, prima di aprirlo fai un confronto tra prodotti diversi per capire quale sia più conveniente.