Cosa posso fare con le azioni Etruria

Sono migliaia i risparmiatori coinvolti nel crac Banca Etruria, purtroppo non ci sono  solo gli obbligazionisti delle subordinate che hanno visto azzerato il loro investimento, ma anche gli azionisti.

Che hanno meno tutele rispetto agli obbligazionisti, ma non vanno abbandonati al loro triste destino.
Sono in tanti che hanno caricato sul dossier titoli le azioni di Etruria ma che non possono fare niente. E si domandano cosa fare con le azioni Banca Etruria non più quotate.

Le azioni delle banca di Arezzo erano quotate a Piazza Affari fino al 2015, dopo il commissariamento da parte della Banca d’Italia, che ha inviato i commissari ad Arezzo azzerato il consiglio di amministrazione per cercare di salvare la banca. Borsa Italiana ha deciso di bloccare le contrattazioni. Così chi non ha venduto in tempo perché sperava nel lavoro dei commissari nel risanamento e in un recupero delle quotazioni, che negli anni hanno subito una forte svalutazione è rimasto con le azioni congelate.

A fine 2015 arriva un’altra mazzata, il governo con decreto di urgenza ha deciso di mettere fine alla centenaria storia della banca di Arezzo.
Pilotando il fallimento, praticamente Banca Etruria è fallita, viene divisa in  due società la parte buona diventa una nuova banca, la parte malata cioè perdite come prestiti in sofferenza, obbligazioni subordinate e azioni sono state azzerate e trasferite in una società creata appositamente per gestire queste perdite.

Purtroppo questi risparmiatori che negli anni hanno visto deprezzare le azioni, quindi registrando una bella perdita , non possono vendere questi titoli dal valore azzerato perché in Borsa non sono più quotate, non esiste un mercato anche perché la vecchia Etruria non esiste più.
Ma ancora oggi sono caricate nel loro dossier titoli e non possono nemmeno realizzare una minusvalenza da compensare con le plusvalenze. A meno che non si trasferiscano su altro dossier titoli. Nel link in alto è spiegato come fare.

Possono solo sperare in qualche provvedimento del governo, nella bad bank che deve gestire le perdite li risarcisca.
Oppure che qualche tribunale un giorno decida che questi azionisti in qualche modo vengano risarciti.

Etruria tre fascicoli sul tavolo della Procura di Arezzo.

Sono tre i fascicoli aperti dalla Procura di Arezzo su Banca Etruria, uno per ostacolo alla vigilanza ma questa è roba vecchia e presto ci saranno i primi rinvi a giudizio, il secondo riguarda fatturazioni false anche se solo per un importo basso, ma potrebbe aprire la porta ad altre vicende.
Il terzo per conflitto di interessi, i vertici della banca si sono spartiti milioni di euro sotto forma di prestiti, che presso altre banche difficilmente avrebbero ottenuto. Prestiti con non sono stati rimborsati interamente e che li ha costretti ad altre operazioni spregiudicate, vendita di immobili con plusvalenza solo sulla carta, per chiudere il buco, visto che parte di questi prestiti non sono stati rimborsati.

Leggi anche: Titolo fallito in portafoglio come fare minusvalenza.

Se un giorno tutto questo fosse confermato ci si chiede come la Banca d’Italia, che qualche anno fa aveva ritenuto insufficiente per garantire la stabilità della banca l’ultimo aumento di capitale di 100milioni di euro, abbia aspettato così tanto per commissariare Etruria. E mettere la parola fine a pratiche scorrette, illegali lo dirà il giudice, che hanno portato ad aumento di capitale per la bassa qualità dei crediti erogati, e all’emissione di obbligazioni subordinate per ripianare un buco che con il passare dei mesi diventava sempre più grande.
Fino a inghiottire la banca i risparmi di ignari investitori che avevano investito in Etruria, mentre gli investitori istituzionali stavano alla larga.
E sono rimasti nella banca aretina anche durante il commissariamento, quando la Banca d’Italia manda a casa il consiglio di amministrazione e lo sostituisce con i commissari, che ormai possono fare poco per salvare la banca.
Ma riescono a tenerla aperta fino ad oggi senza bloccare i conti dei correntisti.

I prestiti troppo facili di Banca Etruria.

Banca Etruria è quella pratica di concedere prestiti con troppa facilità ad amici e parenti che ha portato la banca al dissesto.
Mentre le banche chiudevano i rubinetti del credito per la crisi, con le aziende che si vedevano ridotti i fidi, qualcuno a Banca Etruria riusciva a ottenere prestiti e senza avere le garanzie.

Una malagestione che ha ridotto sensibilmente la qualità del portafoglio crediti, creando delle sofferenza.
E per per cercare di chiudere questi buchi sono state prese decisioni spericolate che hanno pagato i risparmiatori che avevano investito nella banca di Arezzo. Come l’emissioni di obbligazioni subordinate vendute ai risparmiatori.
Che hanno pagato un prezzo troppo elevato ottenendo un rendimento troppo baso rispetto al rischio corso.

Basti pensare che le obbligazioni subordinate di Etruria sono state emesse anni fa, con una taso lordo inferiore a quello dei BTP.
Quando il tasso dei titoli di Stato era salito oltre al 6%, si pensava che Etruria fosse più sicura dello Stato italiano.

I vertici hanno emesso subordinate e sono riusciti a venderle a ignari risparmiatori che non conoscevano la vera situazione patrimoniale della banca.
Mentre gli investitori istituzionali se ne stavano alla larga, chi li aveva cercava di scaricarli sulla sua clientela.

Sono circa 185mlioni di euro in prestiti concessi ai consiglieri, senza che questi avessero le garanzie necessarie per ottenerli. In palese conflitto di interessi, 18 milioni sono finiti in sofferenza.
C’è la procura che ha aperto un fascicolo su il conflitto di interessi e sui prestiti erogati con troppa facilità, toccherà a un giudice dirci se si è trattato di un resto penale.

Sono appassionato di statistica web e finanza. Da molti anni come hobby gestisco due siti internet. Spero che questi articoli possono essere utili. Per contattarmi in basso trovi la mia e-mail.