Quando si può salvare una Banca con denaro pubblico

Se una banca è in dissesto e non riesce a ricapitalizzarsi sul mercato non c’è niente da fare si deve applicare il bail-in. A questo punto tutti i correntisti, visto che è stto introdotto nel 2016, dovrebbero aver capito su chi ricadono i costi del salvataggio.

Riepilogando, per chi ancora non lo sapesse, i costi ricadono su azionisti che vengono diluiti, obbligazionisti delle subordinate che vengono convertite in azioni, o nel peggiore dei casi azzerati. Vedi il salvataggio delle quattro banche nel novembre 2015 Carichieti, Carife, Banca Marche, Etruria, cosa è successo alle obbligazioni subordinate.
Se questi sacrifici non bastano tocca alle obbligazioni ordinarie, infine hai depositi sopra i 100mila euro, fino a coprire l’8% delle passività della banca. Per ulteriori chiarimenti si rimanda alla direttiva BRRD,Bank Recovery and Resolution Directive, che si può scaricare online, la trovate anche in italiano.

Bail-in quando lo Stato può intervenire.

Ma cosa succede se una banca non è ancora in dissesto e non riesce a ricapitalizzarsi sul mercato a seguito delle perdite causate dalla cessione degli NPL?
E’ previsto un bail-in più leggero, possiamo chiamarlo così, o Burden Sharing in questo caso è possibile un intervento pubblico rispettando le regole senza incorrere in qualche procedura di infrazione, senza toccare obbligazionisti delle ordinarie e depositi. Solo che prima dell’intervento dello Stato devono intervenire i privati.
Si devono convertire le obbligazioni subordinate in azioni. A questo punto anche le vecchie azioni subiranno una diluizione.

Nessuno però ci spiega cosa accade alle banche controllate, spieghiamo meglio.
Molte banche come MPS, Unicredit, Banco Popolare e Banca Popolare di Milano controllano delle banche online.
Queste banche online sono indipendenti, alcune sono anche quotate a Piazza Affari, ma parte dei depositi che raccolgono li utilizzano per acquistare obbligazioni della capogruppo, attenzione non c’è nulla che vieti questa procedura. Di solito l’azionista di maggioranza offre un tasso superiore alla media per investire nelle sue obbligazioni.
Ma cosa succede se la banca debitrice non è in grado di rimborsare questi crediti? Come ad esempio Widiba fa con MPS, la banca è indipendente ma vanta dei credi nei confronti di MPS. Cosa rischiano i correntisti di Widiba? Oppure Fineco che detiene 11miliardi di obbligazioni Unicredit?
Unicredit tra poco dovrà fare un aumento di capitale di 13miliardi, nessuno vuole paragonare Unicredit ad una banca in dissesto, ma è solo per fare una riflessione.