Quanto sono solide le banche italiane?

Le principali banche italiane, per adesso, sono discretamente patrimonializzate, per i prossimi tre quattro mesi non sono previsti nuovi aumenti di capitale.
Lo dicono anche i risultati degli Srep condotti dalla Bce, che sono stati diffusi a fine novembre 2015 e che tutte le banche devono comunicare.
Tra gli istituti di credito italiani solo la Popolare di Vicenza e Veneto Banca sono state bocciate, ma le due banche venete hanno in programmo un aumento di capitale per rispettare i parametri.
La sigla Srep sta per Supervisory Review and Evaluation Process, in italiano processo di revisione e valutazione prudenziale. Questi test vengono condotti dalla Bce sulle banche sotto la sua vigilanza. Per le banche che non rientrano sotto la viglanza di Francoforte devono essee condotti dalla Banca d’Italia.

Ma lo scenario economico internazionale consiglia prudenza, inoltre dovranno tagliare costi se vogliono aumentare la loro redditività, perchè operano in uno scenario macro economico con tassi a zero.
Da vedere anche quanto peserà il salvataggio delle quattro banche commissariate sugli utili delle banche italiane che dovranno sborsare qualcosa come 3miliarid id euro per finanziare il Fondo di Risoluzione.

Entro il prossimo anno le Popolari dovranno trasformarsi in spa, e molte si aggregheranno.
Quindi sono previste fusioni, altre chiuderanno delle filiali o venderanno le società che non sono più strategiche.
Dovranno cedere parte dei crediti in sofferenza per liberare risorse, e dovranno fare a meno della bad bank. Quindi ogni banca dovrà fare da se.

Quello che fa paura delle banche italiane che detengono circa 400miliardi di BTP, cosa accadrebbe se la speculazione ritornasse a colpire i nostri titoli di Stato?
Per adesso questo scenario è scongiurato dal quantitative easing della Bce.