Monte Paschi di Siena tanti dubbi e poche certezze

Per MPS è una corsa ad ostacoli con altezza dell’ostacolo che si alza ad ogni salto.
Il primo ostacolo quello del quorum in assemblea necessario per approvare il piano di salvataggio è stato superato. Nei giorni scorsi si temeva che l’assemblea degli azionisti, che si è svolta il 24 novembre 2016, andasse deserta e non raggiungesse il quorum minimo del 20% necessario per approvare aumento di capitale, conversione delle subordinate, raggruppamento delle azioni. Senza il quorum niente assemblea e risoluzione della banca anticipata.

MPS parte la conversione delle subordinate, conviene aderire ai risparmiatori?.

Il prossimo ostacolo sarà la conversione delle subordinate, conversione che partirà il 28 novembre per concludersi il 2 dicembre.
Qui le adesioni potrebbero essere basse perché, diciamolo chiaramente ai piccoli risparmiatori non conviene convertire. Le obbligazioni subordinate in mano ai risparmiatori sono quelle di importo maggiore superano i due miliardi di euro. Molti avranno venduto in perdita nelle settimane scorse, gli altri potrebbero mantenerle in attesa di un rimborso totale o di portarle in scadenza nella speranza di essere rimborsati alla pari, per assurdo anche se ci fosse la risoluzione della banca senese.
Qualcuno convertirà, ma sarà una conversione al buio perché ancora non si conosce quante azioni riceverà e a quale prezzo. Le azioni saranno consegnate dopo l’aumento di capitale.
Per gli istituzionali il discorso è diverso perché rischiano l’azzeramento in caso di risoluzione di Mps, quindi devono convertire.

Il referendum blocca l’anchor.

Il terzo ostacolo sono referendum, un genio chi ha organizzato referendum costituzionale che rischia di mettere fine al governo Renzi e alla sua vita politica, e salvataggio della terza banca del paese focolaio di infezione per l’intero sistema bancario. Ma anche ricerca dell anchor, fondo istituzionale o grosso investitore, che sottoscriva una bella fetta dell’aumento di capitale.
Diversi i fondi che hanno manifestato interesse, si fanno grossi nome ma nulla di vincolante.
Per partecipare alla scommessa, perché di questo si tratta, si vuole capire cosa accadrà con la conversione delle subordinate, più sono le adesioni più debito si riusciranno a cancellare. Ma anche gli effetti del referendum su governo e ai mercati finanziari.

Cessione degli NPL.

Il quarto ostacolo sono la vendita degli NPL, qui è importante capire il prezzo, ma soprattutto se MPS riuscirà a cedere tutta quella montagna di crediti deteriorati, 28miliardi di nominale di crediti di scarso valore.

Aumento di capitale da 5miliardi per MPS.

Il quinto ostacolo trovare sul mercato cinque miliardi di euro, tramite aumento di capitale, ma se nei prossimi giorni si materializzasse l’anchor tutto sarebbe più facile. Il prezzo massimo delle nuove azioni che si potranno sottoscrivere è di €24,90, un prezzo più alto di quello di mercato. Che lascia in molti perplessi.
Da lunedì parte il raggruppamento significa che se venerdì sera avevate 100 azioni del valore di e€0,20, lunedì mattina troverete caricati sul conto titoli un azione MPS del valore di €21.

Cosa accadrà se l’aumento di capitale di MPS non vede la luce?

Nessuno può dirlo, perchè si aprano scenari imprevedibili.
Per il bene di tutto il sistema bancario italiano dobbiamo augurarci che l’aumento di capitale di MPS si concluda nel migliore dei modi. Che non venga rinviato a data da destinarsi a causa del referendum.
Se questo non accadrà dovrà intervenire il governo? Quel suo 4% di capitale della banca senese potrebbe essere la garanzia per il salvataggio. Ma oltre agli azionisti, ai possessori di obbligazioni subordinate, rischiano di essere coinvolte anche le obbligazioni ordinarie e i deposito sopra i 100mila euro.