Fondo Interbancario di tutela dei depositi

Il Fondo Interbancario di tutela dei depositi è stato istituito nel 1987, assicura ogni conto corrente o di deposito fino a 100mila euro. Inizialmente l’adesione al fondo era volontaria oggi per le banche italian, e quelle straniere che operano sul territorio italiano e è obbligatoria. Sono escluse dal Fondo le banche di Credito Cooperativo che aderiscono al Fondo di Garanzia dei Depositanti del Credito Cooperativo. E anche Poste Italiane.

Quindi in caso di fallimento della banca dove si ha il conto corrente si è coperti fino a un massimo di 100mila euro. Oltre a questa soglia si rischia di perdere il capitale.
Il Fondo Interbancario tutela anche i conti deposito, non sono garantite le carte prepagate.
La dotazione del fondo attualmente supera i 2,5 miliardi di euro.
Il fondo non è finanziato con denaro pubblico, ma dalle banche.

Il Fondo Interbancario non va confuso con il Fondo di Risoluzione nato a novembre 2015 per salvare Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti.
E non c’entra niente con il fondo Atlante nato nel 2016 per partecipare agli aumenti di capitale delle banche in difficoltà e acquistare gli NPL.
In caso intervento del Fondo non è chiaro come il correntista con deposito sotto i 100mila euro venga coperto.
E in quanto tempo riesca a ritornare in possesso delle somme depositate sul conto corrente.
Uno dei principali problemi è la scarsa dotazione del fondo in caso di fallimento di una grande banca.