Cosa rischiano i correntisti del Monte Paschi

Cosa devi fare se hai un conto corrente al Monte Paschi di Siena.
Sei titolare di un conto corrente presso il Monte Paschi di Siena e non sai cosa fare?
L’incertezza di questi giorni con le azioni di MPS che hanno registrato pesanti cali, e il rendimento delle obbligazioni subordinate ritornato a salire, mette a dura prova i nervi non solo di chi ha investito in MPS, ma a anche dei correntisti del Monte Paschi di Siena che non sanno cosa fare. Proviamo a fare un po’ di chiarezza.

Devi sapere che MPS è la terza banca del paese in caso di fallimento tutte le banche rischiano un effetto contagio, quindi il problema non è solo di chi ha un conto corrente presso il Monte Paschi ma anche in altre banche.
Chiaramente questo è un caso limite e prima che MPS fallisca il management e le autorità di vigilanza prenderanno dei provvedimenti. Solo che in questo momento gli italiani non si fidano nè dei banchieri, né di chi deve vigilare.

Cosa rischiano i correntisti del Monte Paschi?

I conti correnti presso le banche italiane sono coperti fino a 100mila euro per ogni conto dal Fondo interbancario. Tutte le banche che operano sul territorio italiano sono obbligate ad aderire al Fondo. La liquidità presente in questo Fondo secondo le ultime stime ammonta a 1,8 miliardi di euro. Fino ad oggi è stato sufficiente per assicurare i correntisti delle piccole banche che sono andate in difficoltà. Ma se fosse una grande banca ad aver bisogno di aiuti basteranno?
Anche i conti correnti del Monte Paschi di Siena sono coperti dal Fondo interbancario e in teoria fino a 100 mila euro i correntisti della banca sono coperti. Ma cosa rischiano i conti correnti Widiba in caso di bail-in del Monte Paschi?

Ma i dubbi nascono non solo dalle risorse del fondo, ma anche da quello che è accaduto a Cipro. Si è sempre detto che Cipro, con il suo prelievo forzoso, è un caso a parte e il salvataggio non sarà preso come riferimento. Ma oggi chi ci dice che in caso di problemi non siano anche i correntisti, oltre agli azionisti e obbligazionisti  a pagare i problemi causati dalla vecchia dirigenza del Monte Paschi?

La situazione del Monte Paschi è difficile.

Anche l’elevato numero di sofferenze bancarie che ha in pancia MPS non giustifica quanto accaduto in questi mesi alle quotazioni di borsa con le azioni colpite da un ondata di vendite senza precedenti. Diverso il discorso delle obbligazioni subordinate che hanno iniziato a scendere dopo il fallimento delle quattro banche dove i risparmiatori hanno visto azzerai i bond subordinati di queste banche.
Ma purtroppo chi ha venduto ha informazioni che noi comuni mortali non abbiamo.
E possiamo fare ipotesi solo sulle informazioni pubbliche e sui bilanci pubblicati da MPS. Si salverà MPS?

Ecco cosa dovrebbe fare un correntista di MPS.

Un correntista che ha un conto in MPS dovrebbe ridurre la liquidità sotto il limite di 100mila euro garantiti dal Fondo di Garanzia, solo per buon senso.
Se invece non dispone di tutta questa liquidità può stare tranquillo e tenere il conto corrente aperto come ha fatto fino ad oggi.
Perchè è vero che la situazione di MPS è difficile ma per adesso non è fallimentare. Non è da escludere che potrebbe diventarlo.

Cercasi soluzione per MPS.

In soli due anni il valore del titolo MPS in Borsa ha perso i 9miliardi di ricapitalizzazione degli ultimi due aumenti di capitale.
Adesso ne ne serve un altro di circa tre miliardi di euro, e una soluzione per liberare MPS da quei quasi 30miliardi di crediti deteriorati. La soluzione potrebbe arrivare a fine luglio quando la BCE comunicherà i risultati sugli stress test condotti su 51 banche europee che rientrano sotto la sua vigilanza.

E apre che MPS non abbia superato, a quel punto MPS dovrà prendere delle iniziative per ridurre i crediti deteriorati e aumentare le coperture, questo punto potrebbe esserci un intervento del governo per stabilizzare la situazione. Ma oggi non è chiaro come possa intervenire senza che diventi un aiuto di Stato, e come possa farlo senza coinvolgere i privati, che dopo l’introduzione del bail-in in caso una banca sia in difficoltà dovranno pagare i costi per risanare la banca.