Come si calcola la solidità di una banca

Quanto sta avvenendo in questi giorni sui bond subordinati bancari è un tantino eccessivo.
Va bene ridurre il rischio liberandosi dei titoli delle banche in forte difficoltà.
Va bene anche ridurre il peso delle subordinate in portafoglio in vista del nuovo anno quando partirà il bail-in.
Ma non ha senso vendere anche quelle degli istituti più solidi.

E’ anche vero che per i risparmiatori più esperti si stanno creando delle situazioni interessanti.
Prima di vendere la subordinata che si ha in portafoglio conviene controllare la solidità della banca che ha emesso l’obbligazione.

Come si misura la solidità di una banca?

La solidità di un istituto di credito si misura anche controllando il Cet1, sigla che sta per common equity tier 1, coefficiente di capitale primario.
E’ il rapporto tra il patrimonio di base di una banca e gli impieghi ponderati per il rischio.
Più questo indice è alto più la banca è solida.
La Bce ha posto anche una soglia minima che attualmente è del 10,50%.

Dove trovare questo indicatore.

Ogni banca deve pubblicare questo dato lo trovi nel bilancio, oppure facendo una ricerca su internet troverai i comunicati stampa delle banche dove riportano questo parametro.

Mentre il rischio della subordinata si determina non solo guardando il tasso pagato dall’emittente, ma in base al tipo di subordinata.
Ecco il Cet1 delle principali banche italiane periodo di riferimento nel primo trimestre del 2016.

Banca Cet1
 Banco Popolare 11,70
 Bper 11,49
 CariParma 11,40
 Credem 13,33
 Creval 13,20
Deutsche Bank 8,59
 Intesa-SanPaolo 12,90
 Carige 12,40
 Bpm 11,64
 Mediobanca 13,24
 Mediolanum 19,70
 MPS 11,71
 Sella 11,59
 Ubi 12,07
 Unicredit 10,85

Oltre al cet1 si dovrebbe controllare anche il TER1 e il TCR%, dati che si possono trovare nei bilanci. Peccato che questi dati mostrino lo stato di saluto delle banche sei mesi fa. E la situazione oggi potrebbe essere molto diversa.