Come il correntista può ridurre il rischio del bail-in

Ormai tutti sanno che da gennaio 2016 entrano in vigore le nuove regole europee su salvataggi bancari.
Adesso nelle crisi bancarie pagheranno anche i privati come azionisti, obbligazionisti purtroppo non solo delle subordinate, anche le obbligazioni meno rischiose e garantite potrebbero finire nel tritacarne .
Un esempio arriva dal Portogallo dove è stato deciso di far pagare il salvataggio del Novo Banco, banca nata dal fallimento di Banco Espirito Santo nel 2014, anche agli obbligazionisti senior. Obbligazioni che in gran parte erano detenute da fondi di investimento.
Questa decisione è stata presa dalla Banca Centrale Portoghese per evitare perdite ai piccoli risparmiatori, ma attenzione perché si apre un precedente pericoloso.
E’ la prima volta volta che obbligazionisti senior vengono coinvolti nel salvataggio di una banca

E pagheranno anche correntisti se il sacrifico dei primi non è sufficiente a coprire le perdite.
I depositi sul conto corrente saranno sempre garantiti nella misura di 100mila euro dal Fondo Interbancario di tutela dei depositi.
Per le imprese o privati che dispongono di liquidità superiore al limite di garanzia, dovrebbero dividere la liquidità su più conti correnti ma in banche diverse per ridurre il rischio.
Questo comporta un aumento di costi e di bolli ma si è evita di rimanere incastrati nel bail-in in caso la banca vada in difficoltà
Inoltre l’esperienza insegna che si deve evitare di investire nelle banche commissariate.

Lo stesso discorso vale per chi investe nei conti deposito, anche questi rientrano nel bail-in e sono coperti dal Fondo Interbancario fino a 100mila euro.
Anche in questo caso evitare le banche in difficoltà,che per raccogliere denaro dovranno offrire n tasso superiore alla media, e dividete la liquidità su più conti deposito.