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La guida non ufficiale sulla Postepay carta prepagata emessa da Poste Italiane molto usata in Italia.

Postepay clonata ho diritto al rimborso?

La Postepay non è assicurata contro furto o clonazione ma questo non significa che se si è stati vittima di un raggiro non si possa ottenere il rimborso da parte Poste Italiane. Che deve valutare caso per caso e decidere se rimborsare o meno. Spesso scaricano la colpa sul titolare della Postepay, perchè secondo loro non ha custodito bene i dati della Postepay.
Questo capita quando la clonazione della Postepay è avvenuta tramite il furto dei dati come numero di sedici cifre e cvv che è stampato sul retro della carta prepagata, senza clonazione della banda magnetica, che di solito avviene quando il Postamat o ATM bancario, oppure il Pos, è stato manomesso.

Questo lo dicono le numerose sentenze di diversi tribunali italiani dove alcune persone si sono rivolte per ottenere un risarcimento dopo che hanno scoperto degli ammanchi sulla loro carta. Ed è stata riconosciuta la responsabilità di Poste Italiane.
Il problema sono i tempi di rimborso che spesso sono molto lunghi. Ma attenzione perchè per ottenere un rimborso non si deve arrivare necessariamente davanti a un giudice.

Infatti molti scoraggiati evitano di fare la denuncia e di seguire tutta la trafila per ottenere un rimborso. Anche se la strada è lunga, fatta di ostacoli, e di rimpalli da un ufficio ad un altro, con il solito scarico di responsabilità. Prima di andare in tribunale esiste l’Arbitrato Bancario Finanziario, dove ci si può rivolgere in caso la richiesta di rimborso sia stata respinta da Poste italiane.
In caso di esito negativo anche di fronte all’Arbitrato ci si può rivolgere al tribunale.

Recuperare i soldi rubati dalla carte prepagate non così semplice come con le carte di credito. Ma è bene ricordarsi che anche se la carta prepagata non è assicurata da clonazione e furto, con questo strumento d pagamento si ha diritto a un risarcimento.

Clonazione Postepay come ottenere rimborso.

A seguito di furto, smarrimento o clonazione della Postepay si deve chiedere il blocco della Postepay, fare denuncia che va presentata all’ufficio postale. Il blocco della carta si può richiedere sia alle Poste o contattando il numero verde che si trova sul sito della Postepay.La denuncia è necessaria per chiedere il disconoscimento delle somme addebitate ingiustamente sulla Postepay.
Poste Italiane deve rispondere entro trenta giorni lavorativi. Se passato questo Poste Italiane non ha dato una risposta o non è stata soddisfacente, ci si può rivolgersi all’ Arbitro Bancario Finanziario,

Purtroppo non si conoscono i casi di persone che si sono ritrovati addebiti non giustificati e a seguito di un reclamo sono stati risarciti. Ma non bisogna scoraggiarsi e lasciare perdere.

Rimborso Postepay clonata dopo quanto tempo.

I tempi di rimborso sono lunghi, ma se non arriva in tempi brevi è bene presentare un sollecito a Poste Italiane. Attenzione sollecito e non un’altra richiesta di rimborso.

Cosa fare se sei all’estero e ti hanno clonato la Postepay

Se la carta Postepay è stata clonata all’estero, oppure ti sei accorto che la tua Postepay è stata clonata e sei all’estero, per chiedere il blocco della Postepay, operazione necessaria per evitare altri prlievi fraudolenti, devi contattare il seguente numero +39.02.8244.33.33, valido per le chiamate dall’estero.

Segui la procedura per chiedere il blocco, e chiedi all’operatore quali sono i passaggi da seguire per disconoscere le somme ingiustamente addebitate. Questo è importante per ottenere un rimborso.
I tempi per per ottenere per un rimborso in caso di clonazione di recente si sono dimezzati. L’emittente deve risarcire, ma in caso rilevi delle irregolarità come ad esempio il titolare della Potepay non ha custodito i codici come il pin, si riserverà il diritto di annullare il risarcimento.

Inoltre dovrai presentare una denuncia e la copia dovrai presentarla all’ufficio postale per chiedere il rimborso delle somme addebitate ma disconosciute.

Come inviare i documenti e la denuncia a Poste Italiane se sei all’estero?
Se non puoi recarti all’ufficio postale puoi inviare la documentazione a Poste Italiane tramite raccomandata con ricevuta di ritorno.
Oppure Con fax, o con posta certificata.
Se i tempi per il risarcimento sono lunghi, vai alle Poste e fai un sollecito.
Se non ottieni risposta puoi rivolgiti all’Arbitrato bancario finanziario.

Phishing Postepay come ottenere rimborso.

La Postepay è la carta prepagata più utilizzata, e anche per questo è quella che subisce i maggiori attacchi da parte del phishing.
Una truffa informatica messa in atto per cercare di recuperare in modo fraudolento dati finanziari. Come i codici di accesso del conto corrente, o quelli della carta di credito, o della carta prepagata.

Questa tecnica conosciuta come phishing, prevede l’invio di e-mail con allegati che possono contenere dei trojan, che una volta aperti infettano il computer e riescono a recuperare dati. Per essere più credibili questi messaggi riportano il logo del Bancoposta, o della Postepay e sembrano inviati da Poste Italiane.
Dove viene comunicata la vincita di un bonus, per ritirarlo si deve compilare un modulo con i dati.
Oppure con avviso che se entro una certa data non si confermano i dati della Postepay, o non si attiva il servizio Sicurezza Web la carta viene bloccata.

Truffa Postepay.

Purtroppo visto l’enorme mole di messaggi inviati qualcuno casca nella rete e nel giro di poco tempo vede sparire i soldi dalla Postepay. Che fine fanno i soldi? Di solito vengono trasferiti sul altre Postepay, anche queste clonate, per essere prelevati presso gli ATM bancari nel giro di poco tempo. Oppure vengono trasferiti su qualche conto gioco online. Sembra che sia la truffa che va per la maggiore in questo periodo. Sono molti le persone che hanno trovato nella lista movimenti ricarica si conto gioco mai aperto.

Postepay Phishing cosa fare.

In caso di clonazione da phshing la prima cosa da fare è bloccare la Psotepay contattando il numero verde presente sul sito delle Poste, o della stessa Postepay. Il blocco deve essere richiesto il prima possibile. Poi si deve effettuare la denuncia, ed infine portare la copia della denuncia all’ufficio postale, dove si dovrà compilare il modulo per la richiesta di rimborso, e disconoscere gli addebiti.

Phishing Postepay rimborso come richiederlo.

Purtroppo in caso di phishing la procedura per ottenere il rimborso è molto lunga, e potrebbe avere anche esito negativo. Sono diversi i casi dove è stata conosciuta la responsabilità del titolare della carta perchè secondo Poste Italiane ha custodito male i dati. Ma non per questo si deve evitare di chiedere il rimborso. Infatti esistono casi, anche se non si conosce il numero, dove Poste Italiane ha rimborsato o perchè costretta dell’Arbitrato Finanziario Bancario, o dopo sentenza del Tribunale.
Una volta fatta la richiesta le Poste devono comunicare entro breve tempo una risposta, in caso non sia soddisfacente, o non arrivi nei tempi prestabiliti, non resta che segnalare il caso all’Arbitrato Bancario Finanziario.

Postepay come funziona

Postepay non è una carta di credito. Ma se la Postepay non è una carta di credito allora che cos’è?
Anche se nell’aspetto è simile ed associata al circuito internazionale erientra nella categoria delle carte di debito.
Il funzionamento della Postepay è semplicissimo, per usarla si deve caricare come il telefonino. Una volta esaurito il credito si deve ricaricare. Si può usare per i pagamenti su internet e nei negozi convenzionati con il circuito Visa Electron, per la versione Standard, Mastercard per la versione Evolution.

Per richiederla non serve il conto corrente postale o librettino, si deve andare all’ufficio postale  con documento di identità e codice fiscale. Se siete minori dovete andare con uno dei genitori. Il costo è di €5, poi per attivarla si deve caricare. Alla Postepay va associato un numero di cellulare che va inserito nel modulo che l’impiegato della posta vi darà per richiedere la carta.
Una volta arrivati a casa se non siete ancora registrati dovete registrarvi al sito internet poste.it.

A che età si può fare la Postepay

Della Postepay esistono diverse versioni nominativa o al portatore e con Iban. Ma a quale età si può richiedere la carta prepagata emessa da Poste Italiane?
Dipende dalla versione scelta la versione Standard può essere richiesta dai maggiorenni, come la Postepay Evolution la carta prepagata con Iban. Anche le Postepay al portatore possono essere richieste dai maggiorenni ma possono essere regalate e utilizzate da chiunque.
Mentre per i minori di diciotto anni esiste la versione Junior che si può utilizzare da undici anni. Il minore non può richiedere la Postepay Junior ma si deve recare all’ufficio postale con un genitore. Esiste anche la versione Io Studio rilasciate dalle scuole secondarie.

Come fare Postepay

Fare Postepay è molto semplice, abbiamo già scritto che non un conto Postepay ma  carta prepagata strumento di pagamento simile alla carta di credito, non agganciata al conto corrente, e non serve nemmeno averne uno.

Una volta scelta la versione più adatta alle proprie esigenze, si perchè la Postepay è disponibile in diverse versioni nominativa, al portatore, con associato l’Iban. Scaricato il prospetto informativo e letto in tutte le sue parte per conoscere i costi. Basta recarsi presso l’ufficio Postale a te più vicino con carta di identità e codice fiscale, in pratica la tessera sanitaria. Se sei minore può richiedere la Postepay Junior, la richiesta è identica a quella per i maggiori. Solo che devi recarti all’ufficio postale accompagnato da uno dei genitori.

La Postepay è associata al circuito Visa Electron, circuito internazionale delle carte di debito della Visa. Si può usare in quasi tutto il mondo nei negozi convenzionati con questo circuito.
Si può spendere solo quanto caricato anticipatamente sulla carta. La ricarica può essere fatta in diversi modi. In contanti all’ufficio postale, da internet con altra Postepay o dal conto corrente postale Bancoposta, da Postamat, che sono gli sportelli automatici delle poste, nelle ricevitorie Sisal, Snai e nelle tabaccherie convenzionate con Banca ITB. E anche dal conto corrente bancario Webank. La capienza massima della Postepay, ovvero il plafond, è di 3mila euro. La ricarica ha un costo che cambia in base al metodo scelto per caricare la carta. In basso trovate una tabella con i principali costi della Postepay. Mentre sui siti delle poste nella sezione trasparenza bancaria trovate il prospetto informatico.

Si può anche usare per prelevare, ma solo i soldi caricati sulla carta. Perché non è un bancomat di associato al conto corrente postale e nemmeno una carta di credito. Il prelievo può essere fatto in Italia all’ufficio postale allo sportello, o da Postamat, ma anche presso gli ATM, sportelli automatici, il bancomat per intenderci delle banche. Il prelievo può essere fatto anche all’estero presso gli atm delle banche convenzionate con il circuito Visa Electron, si in Europa che in altre parti del mondo. Quindi se siete a Londra, Parigi o New York basta che vi recata presso un ATM che accetta carte del circuito Visa Electron e potete prelevare.
Anche per i prelievi ci sono dei costi che cambiano in base al metodo scelto per prelevare.

Ma è vero che la Postepay ha una scadenza?
Si, anche la Postepay scade, ha una validità di sei anni oltre la quale non può essere usata. Alla scadenza si deve chiedere il rinnovo della carta la carta vecchia sarà sostituita da una nuova.

Postepay come funziona e quanto costa

Postepay
Quota rilascio € 5,00
Rimborso/Estinzione Gratis
Ricarica Minima € 5,00
Sostituzione Carta € 5,00
Blocco Gratis
Costo Ricarica
Sportello € 1,00
Pstamat € 1,00
Internet € 1,00
SISAL € 2,00
Snai € 2,00
Bipiemme € 2,00
Sim PosteMobile € 1,00
Con altra carta € 3,00
Costo Prelievi
Sportello € 1,00
ATM Banca € 1,00
ATM Altre banche € 1,75
ATM non Euro € 5,00
POS Italia 0
POS Non Euro 0
Plafond € 3.000,00
Circuito Visa Elctron
Durata anni 6

Tabella con le principali condizioni economiche della Postepay Standard.

Conto Bancoposta bloccato

Bancoposta prevenzione dei reati di riciclaggio.
Se avete effettuato il login del vostro conto corrente postale Bancoposta o Bancopotaclic e avete visualizzato il messaggio come nell’immagine in basso, sulla prevenzione dei reati di riciclaggio.
Si tratta di un avviso sull’aggiornamento dell’informativa antiriciclaggio, nuove norme  che entreranno in vigore a gennaio 2014.

Per effettuare l’aggiornamento dovete recarvi all’ufficio postale, con documento di identità e tessera sanitaria, al più presto, per compilare il questionario. Se questo non viene fatto il rischio è quello che conto corrente postale venga bloccato, e di vedersi restituiti i soldi depositati sul conto in dietro .

Quindi conviene andare il prima possibile all’Ufficio Postale come richiesto dal messaggio e aggiornare le informazioni. Non fate vinta di non aver visto l’avviso che compare da qualche giorno.
Inoltre nei documenti che dovrete compilare in posta scrivete le informazioni corrette se non volete avere problemi con l’Agenzia delle Entrate.

bancoposta-riciclaggio

Naturalmente le stesse norme sono applicate ai conti correnti bancari e se siete titolari di un conto corrente bancario aperto anni indietro probabilmente la banca vi avrà mandato la lettera con tutte le informazioni per evitare il blocco del conto corrente.

Da qualche tempo la procedura descritta in precedenza si può fare online direttamente dal vostro conto BancoPosta.

Prodotti Bancoposta

Bancoposta presto potrebbero finire i vantaggi per la clientela
Nel tempo l’interesse degli italiani verso i servizi del BancoPosta è aumentato. Il motivo è semplice, forte presenza sul territorio di Poste Italiane, con uffici aperti anche il sabato mattina. E costi in molti casi più bassi rispetto ai prodotti offerti dalle banche. Tanto da mettere paura al sistema bancario che da tempo chiede che diventi una banca a tutti gli effetti, regolamentata dalla Banca d’Italia. Ma molti di questi vantaggi forse potrebbero finire.

I servizi offerti dal BancoPosta, banca di Poste Italiane, vanno dai finanziamenti come mutui e prestiti. Ma la Posta si occupa solo di collocare finanziamenti di terzi come quelli della Deutsche Bank o della Compass. Perchè, non essendo banca, non può vendere direttamente alla clientela questi prodotti.
Si possono aprire conti correnti, sia privati, che imprese. Anche questo prodotto in particolare il BancoPostaclick, conto corrente online, sta riscuotendo un buon successo. Anche perchè rispetto a quelli offerti dalle banche sono più convenienti. A questi conti sono associate carte di credito e carte di debito.

Ma il BancoPosta non è solo questo, gestisce gran parte del risparmio degli italiani tramite il collocamento dei Buoni Fruttiferi emessi dalla Cdp, libretti postali, polizza vita tramite Poste Vita. Si possono acquistare anche obbligazioni, titoli di Stato. E da qualche tempo anche azioni tramite il trading online. E poi c’è il suo prodotto di punta la carta prepagata Posepay disponibile in diverse versioni, che fin dal suo debutto ha riscosso un notevole successo.

I prodotti Bancoposta si possono gestire anche da casa tramite internet,senza andare allo sportello postale e fare interminabili ore di coda. Grazie al Bancoposta online praticamente è l’internet banking delle poste, che si può sottoscrivere sia da internet che allo sportello postale. Servizio molto utile per gestire e controllare il tutto da internet con costi veramente bassi.

Il Bancoposta è stato la fortuna di Poste Italiane, mentre il classico servizio postale, spedizioni di pacchi e lettere, perdeva terreno e portava perdite. Il BancoPosta ha permesso a di guadagnare. Entro la fine dell’anno Poste Italiane sarà privatizzata, dovrebbe finire in borsa quasi il 40% del capitale . Il ricavato della privatizzazione servirà per abbattere l’enorme debito pubblico italiano. Ma è talmente poco rispetto al debito che è come svuotare il mare con il cucchiaino.

Dopo questa operazione il BancoPosta potrebbe diventare a tutti gli effetti banca, e potrebbero venire a mancare quei vantaggi per il cliente come i bassi costi e la garanzia di Stato sui conti correnti .

Cosa succede alla Postepay Junior dopo che hai compiuto 18 anni

Il funzionamento della Postepay Junior è molto semplice, si richiede all’ufficio postale. Visto che si tratta di una carta prepagata per minori la richiesta deve essere fatta dal genitore. Che deve firmare dei moduli per il rilascio della Postepay Junior e per la registrazione sui sito di Poste Italiane, da dove si potrà gestire la Postepay Junior collegandosi online.

Una volta acquistata si deve attivare effettuando la prima ricarica all’ufficio postale. Una volta caricata la carta può essere usata in Italia o all’estero, ma anche su internet presso gli esercenti che accettano le carte del circuito di pagamento internazionale Visa Electron. Può essere speso solo quello caricato sulla carta. Non è agganciata ad un conto corrente come il bancomat . E non è una carta di credito quindi è adatta per i ragazzi per imparare a gestire le spese quotidiane, anche perchè non si può spendere di più di quanto è caricato sulla Postepay Junior. Finito il credito si deve ricaricare. La Postepay junior è valida per un certo numero di anni, la data di scadenza si trova stampata sulla carta, come il numero.

Può essere caricata anche dal minore recandosi all’ufficio postale con documento di identità e codice fiscale. Che può effettuare allo sportello postale al Postamat o ATM bancario anche il prelievo. Può essere usata anche all’estero per pagare gli acquisti o per effettuare prelievi. Se si è all’estero una volta esaurito il credito la carta può essere ricaricata solo dall’Italia. Per queste operazioni si pagano delle commissioni prima di acquistare la carta controllate tutti i costi sul prospetto informativo che si può scaricare dal sito delle Poste.

Cosa succede alla Postepay Junior dopo che hai compiuto il diciottesimo anno di età ?

Può capitare che la Postepay Junior venga richiesta a quindici o sedici anni, e quando si raggiungono i 18 anni la carta sia ancora valida.
Questo significa che quando si compie il diciottesimo anno di età e la Postepay Junior non ha raggiunto la data di scadenza, e si può tranquillamente utilizzare anche se si ha compiuto il diciottesimo anno di età fino alla sua naturale scadenza.

Ma ammettiamo che si vuole cambiare la Junior con la versione Standard, quella per i maggiorenni, per avere un plafond più alto, la Junior ha un plafond di mille euro, mentre la Standard ha un plafond di tre mila euro e dei limiti di spesa e di ricarica giornalieri superiori. Se volete cambiarla dovete andare alla posta e acquistarla. Se non volete più la Junior dovete chiedere l’estinzione della carta e farvi trasferire i soldi sulla Postepay nuova.

Pin della Postepay dove trovarlo

Per pagare con Postepay in un negozio il pos ti chiede il PIN dove si trova?
Il pin è il codice segreto che serve per autorizzare il pagamento quando usi la carta nei negozi, ma anche al ristorante o per pagare un albergo.
Ma che serve anche per autorizzare il prelievo presso il Postamat o lo sportello automatico delle banche.
Senza questo codice non puoi usare la tua Postepay per le operazioni descritte in precedenza.

Il pin per motivi di sicurezza non lo trovi stampato sulla Postepay, gli unici numeri riportati sulla Postepay sono la validità, il numero della Postepay, il codice Iban se si tratta di una Evolution.
Sul retro trovi stampato il cvv, codice di sicurezza per autorizzare i pagamenti online.

Dove si trova il pin della Postepay.

Mentre il pin viene consegnato in busta chiusa al titolare della Postepay quando si richiede la Postepay all’ufficio postale.
Il pin insieme al microchip stampato sulla carta garantisco un maggiore livello di sicurezza nei pagamenti con la Postepay, e nelle operazioni di prelievo.
Senza il microchip non è possibile associare il pin, un tempo, stiamo parlando dei primi anni del 2000, quando le Postepay non erano dotate del microchip ma solo di banda magnetica ogni volta che si utilizzava presso i negozi venivano chiesti documenti di identità e la firma dello scontrino.

Oggi fortunatamente grazie al pin e al microchip questo non serve più, se disponi del pin significa che sei autorizzato ad utilizzare la Postepay.
Per questo è importante custodirlo in sicurezza e non insieme alla Postepay.
Perchè se la perdi insieme al pin qualcuno potrebbe utilizzarla e difficilmente otterrai un rimborso.
Se smarrito puoi richiedere un duplicato contattando il numero verde del BancoPosta che trovi sul sito della Postepay.

Carta ricaricabile Postepay è pignorabile

Per chi si chiede se la carta Postepay è pignorabile, purtroppo la risposta è affermativa. Quindi richiedere una di queste carte prepagate per metterci sopra dei soldi nella speranza che il creditore non la trovi è un rischio.
Tutte le carte prepagate nominative sono pignorabili e anche la Postepay nelle versioni Standard, Evolution, Junior può essere pignorata dal fisco o da altri .
Anche se non c’è il nome stampato sulla Postepay non significa che sia anonima, è nominativa. Il titolare, cioè colui che sarà intestata la Postepay, alla richiesta deve presentare, oltre a un documento di identità valido, il codice fiscale.

Quindi in caso di pignoramento anche la Postepay subirà la stessa sorte del conto corrente, se il creditore sarà in grado di trovarla.
Chiaramente il fisco che oggi è in grado di avere un controllo sui nostri movimenti bancari e postali è in grado di risalire anche alla Postepay.

Le uniche carte prepagate veramente anonime che venivano emesse in Italia erano quelle usa e getta, quasi diventate introvabili.
Vendute in piccoli tagli era possibile acquistarle presso le ricevitorie Sisal, ma anche le Poste rilasciavano una versione della Postepay usa e getta.

Poste serve il codice fiscale o la tessera sanitaria?

Ricaricare la Postepay in Posta o presso il tabaccaio serve il codice fiscale o la tessera sanitaria?

Ormai sono anni che quando si va alla Poste per effettuare una ricarica della Postepay o altre operazioni tipo un prelievo, o versamento su conto corrente Bancoposta, viene richiesto il codice fiscale di chi effettua l’operazione.
Ma il codice fiscale da fornire all’impiegato  non è il tesserino di codice fiscale,  la tessera di colore bianco e verde. Ma la tessera sanitaria che da tempo ha sostituito il tesserino di codice fiscale. Quella azzurrina con sopra stampato la scritta Tessera Sanitaria e la bandiera dell’Italia e della Unione Europea, e naturalmente il codice fiscale. Questa tessera oltre ad avere stampato il codice fiscale sul retro è riportato un codice a barre.
Anche quando si va a ricaricare la Postepay presso le ricevitorie Sisal serve la tessera sanitaria che deve passare nel lettore di codice a barre per leggere il Codice Fiscale.
Senza codice fisclae non è possibile fare operazioni come prelievi o versamenti all’ufficio postale.

A chi viene rilasciata la tessera sanitaria?

La tessera sanitaria viene rilasciata a tutti i titolari di codice fiscale aventi diritto all’assistenza sanitaria. Viene rilasciata a tutti i nuovi nati dopo l’attribuzione codice fiscale . La tessera che viene rilasciata automaticamente ai nuovi nati ha validità di un anno, alla scadenza viene inviata una nuova tessera con scadenza standard.